Mauro Santoni

A chi ha la passione di costruire le proprie idee, rendendo concreti i pensieri e le immagini immagazzinati nella mente, sarà certamente passata per la testa la domanda : perché impegno il mio tempo e denaro per far questo?
Nel mio caso penso di aver trovato una semplice risposta, certamente comune a molti: ciò che ci spinge è la semplice soddisfazione del creare, del trasportare un’impalpabile idea in un oggetto materiale che risponde alle nostre specifiche.

Il mio percorso formativo comincia nell’ officina di casa mia, dove vedo nascere i progetti di un fine artigiano come mio nonno e rimango affascinato da come con semplici mezzi ma tanta immaginazione si possa costruire, riparare e modificare. Scelgo l’istituto tecnico come scuola superiore, con indirizzo elettronico ed in questi anni comincio la realizzazione pratica dei miei primi progetti, acquisendo man mano una esperienza pratica fondamentale. Proseguo gli studi iscrivendomi alla facoltà di ingegneria elettronica di Pisa, con specializzazione microelettronica ed è in questi durissimi anni di studio che imparo a coniugare la flessibilità pratica con il rigore teorico che in questa scuola fa da padrone.

Dall’esperienza accademica, conclusa con la laurea nel 2003, capisco quanto un progetto sia un vero e proprio percorso, che dalle specifiche iniziali porta al prodotto finito, attraverso lo studio teorico e la verifica pratica che funge da segnale di retroazione. 

L’obiettivo di ogni progetto è dunque la ricerca di un compromesso fra costi, osservanza delle specifiche ed affidabilità ed il tutto deve essere quantificato il più possibile per poter lasciare un fascicolo tecnico completo, sul quale ritrovare velocemente tutte le informazioni che ci hanno condotto alle nostre scelte.

La mia storia all’interno del progetto T-75 comincia nell’Agosto 2001 con l’incarico di realizzare una rampa di lancio per il vecchio modello tribooster. L’elettronica era molto semplice, come vedrete, consistendo in una semplice scheda di accensione e ricarica batterie pilotata in remoto da una pulsantiera. Feci così il mio primo passo in questo affascinante ambito, lavorando legno ed alluminio per costruire una rampa che ancora oggi viene utilizzata.

Da allora sono stati compiuti molti passi e adesso abbiamo la possibilità di remotarecontrolli ed accensione mediante un PC connesso alla scheda a bordo rampa.

Ho la fortuna di partecipare al progetto con persone molto dotate nella fantasia e nella capacità costruttiva, per cui non mi sono mai mancati gli stimoli per studiare qualcosa di nuovo.

Il T-75 è l’unione di più discipline e così ho condotto  anche uno studio  sulla dinamica del volo, che si è concluso con la scrittura di un simulatore, dal quale ricaviamo dati interessanti per via grafica e numerica, quali accelerazione, quota, velocità e coefficienti di attrito; il tutto nell’ottica di modellizzare il T-75 anche dal punto di vista matematico, comparando i risultati teorici con quelli acquisiti dalla scheda a bordo missile. 

Grazie alla nascita del sito Octobersky, ho potuto rendere pubblici i miei progetti ed i miei studi, al fine di essere di aiuto a chi cercasse anche soltanto qualche base informativa per un progetto proprio, mettendomi nelle  condizioni di ricevere critiche costruttive da chi avesse delle idee su questi lavori. Tutto il materiale che troverete in questo sito è stato prodotto senza  alcun “copia ed incolla” da lavori di terzi e questa è senz’altro una grossa soddisfazione personale, pur essendo cosciente che le esperienze ed i punti di vista altrui potranno indirizzarmi verso un miglioramento costante. 

Lo spirito del progetto T-75 che apprezzo maggiormente è proprio l’incontro di menti diverse che si prefiggono un unico scopo, ognuna ha il suo ambito ma dalle altre riceve gli stimoli necessari affinché il proprio prodotto si integri al meglio nel lavoro complessivo.

È fantastico poter condividere tutto questo con un gruppo legato ormai da un’amicizia fraterna, col quale si possano trascorrere i momenti più belli e superare quelli peggiori che non solo il T-75, ma la vita in generale, ci riserva.

 

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