1

HA TOCCATO! – Un Saturn V a Camaiore


cinquant’anni dal primo sbarco dell’uomo sulla Luna e dalla celebre querelle fra Tito Stagno e Ruggero Orlando, il Comune di Camaiore e l’associazione culturale ASIMOF, coadiuvato dall’Associazione AAAV, organizzano “Ha toccato! – Cinquant’anni dallo sbarco sulla Luna” un ciclo di eventi per festeggiare la storica ricorrenza. Piatto forte sarà la presenza della riproduzione in scala 1 a 10 del SATURN V, il razzo multistadio del programma Apollo che ha permesso alla NASA di mandare in orbita (e sulla Luna) gli equipaggi e i mezzi per le esplorazioni sul nostro satellite. Il modello fedele sarà posizionato in piazza San Bernardino dove si terrà la cerimonia di inaugurazione, fissata per le ore 17.00 di sabato 11 maggio. All’evento saranno presenti il Sindaco Del Dotto, la Filarmonica Versilia D.E.B. di Capezzano Pianore e una delegazione dell’Associazione Tappeti di Segatura Camaiore che consegnerà un tableau di segatura preparato per l’occasione.  Il SATURN V sarà visitabile sino a domenica 19 maggio compresa.


Nell’impluvio di Palazzo Tori sarà possibile visitare una ricca selezione di materiale divulgativo delle imprese astronautiche delle missioni Apollo, compresa una replica fedele della tuta spaziale. La mostra si prolungherà fino al 31 maggio, visitabile negli orari di apertura del Civico Museo Archeologico. 

Ricco il programma di conferenze che si terranno alla Sala Bianchi (via delle Muretta, 99): si parte sabato 11 maggio alle ore 21.00 con l’evento “Luna, tracce di umanità” tenuta da Paolo Miniussi. Mercoledì 15, alle ore 21.00, sarà la volta di “I ragazzi dell’Apollo” del Professor Alberto Villa: al termine della conferenza, meteo permettendo, è prevista la possibilità di osservare la luna da piazza Romboni grazie all’installazione di un telescopio. Chiusura venerdì 17 maggio, sempre alle ore 21.00, con “Il computer dell’Apollo” a cura di Dario Kubler.

 

Crediti:

NASA, Comune di Camaiore, ASIMOF




Il Challenger e la maestrina nello spazio, un sogno infranto in 73 secondi

Il 28 gennaio del 1986, a soli 73 secondi dal lancio l’intero complesso Orbiter+SRB+EXTERNAL TANK, si trasformò in una nube incandescente di ossigeno e idrogeno. Le immagini di quell’esplosione sono ancora vivide nella mia memoria e credo in quella di tutti coloro che assistettero alle trasmissioni televisive dei notiziari.
Non si trattò però di un’esplosione vera e propria. In breve, una guarnizione in gomma (O-ring) del booster di destra, chiamato SRB, perdendo le sue caratteristiche elastiche per l’estremo freddo a cui era stata sottoposta da giorni, cedette e permise l’apertura di una falla che scatenò una serie di rapidi eventi in successione.
ngg_shortcode_0_placeholder

Il computer di assetto dello shuttle si trovò a gestire sollecitazioni tremende e un fortissimo vento relativo laterale. Il serbatoio esterno, già compromesso dalle fiamme e dall’apertura di falle sulla sua incamiciatura si ruppe. Gli SRB si staccarono dal resto della struttura e l’orbiter si venne a trovare in una posizione aereodinamicamente insopportabile. Le forze esercitate sulla navetta furono così tremende da disintegrare ogni cosa.
Gli SRB vennero fatti esplodere a distanza per motivi di sicurezza.
Dai dati raccolti risultò che l’equipaggio, al momento dell’impatto con l’acqua, arrivò vivo, ma incosciente.
A bordo, come molti ricorderanno, c’era anche Christa McAuliffe, la prima maestrina astronauta nell’ambito di un programma che prevedeva appunto di portare nello spazio un insegnante. Insieme a lei persero la vita altri 6 astronauti:
(in basso): Michael John Smith, Dick Scobee e Ronald McNair (seconda fila da sinistra a destra): Ellison Onizuka, Christa McAuliffe, Gregory Jarvis e Judith Resnik.
ngg_shortcode_1_placeholder
La tragedia gettò la NASA nel caos più totale. Il veterano dello spazio, nonché uno dei 12 moonwalker, John Young (Apollo 16), fece parte della commissione d’inchiesta chiamata ad indagare sull’incidente. Fu uno degli attori più critici e determinanti per lo svolgimento dell’inchiesta e del conseguente riorganizzamento della NASA, che solo due anni dopo poté tornare a lanciare astronauti a bordo di navette Shuttle.




20 anni fa, il T75!

pretable
(foto E.Bianchi)

Anniversario del primo volo del T75 – Accadeva 20 anni fa!

Il 7 dicembre del 1996 è un giorno che difficilmente dimenticherò. Anzi per la verità è tra i giorni più indimenticabili della mia vita.
Con un certo orgoglio e la giusta dose di nostalgia, oggi ricordo quel pomeriggio di 20 anni fa come qualcosa di veramente speciale.
Dopo qualche mese di calcoli, misure, simulazioni e assemblaggi, finalmente, il pomeriggio di quel 7 dicembre, insieme agli immancabili Diego ed Enrico, la prima versione del T75 si trovava sulla sua rampa, pronta per il decollo.
Di quel sabato di 20 anni fa, di un dicembre debbo dire molto meno freddo di quello contemporaneo (o forse a 21 anni il freddo lo si percepisce semplicemente di meno), rimane la grande euforia dell’allestimento, della preparazione e del lancio stesso e soprattutto la spensieratezza di un gruppo di ragazzi ventenni e poi…bastò un “Cielo d’Ottobre” cinematografico a fare il resto!

L’esito del volo fu semplicemente catastrofico, ma non privo di significato. Da questo fallimento ripartimmo con le idee molto più chiare e maggior determinazione.

Da quel volo fallimentare nacquero poi tutti i progetti tribooster e single-tube, la rampa telemetrica, la strumentazione di bordo sull’NGT75, il “pannellone LED”.
Tutto quello che oggi rappresenta octobersky.it  per me, parte da quel giorno e fissa alcuni personali risultati, come il poter guardare all’indietro la foto di un amico e ricordarmi che era accanto a me, allora come oggi. Nessuna esperienza personale può arricchire veramente se questa non è condivisa in amicizia. Lo spirito è sempre stato questo per me e negli anni mi ha portato a conoscere nuove persone, nuovi amici e ritrovare sulla mia strada anche chi avevo perso di vista.
Mauro Santoni, fra gli amici ritrovati, ha persino dedicato la sua tesi di laurea “agli amici del T75”.
La conoscenza e la successiva amicizia di persone come Luigi Pizzimenti, Paolo Attivissimo, Paolo D’Angelo, Roberto Beltramini e tutti gli amici di ADAA, ha probabilmente un’unica origine, quella che io oggi celebro come il 20esimo anniversario di un anonimo volo di un missile.
Avevo avuto un sogno, l’avevo inseguito.

ngg_shortcode_2_placeholder” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]




Ti Porto la Luna – 2016

Parlare della mia avventura a Houston durante la consegna del campione di roccia Lunare vorrebbe dire occupare un numero indefinito di righe…andrà fatto, in qualche modo, ma forse non in questo spazio o non solo in questo sito.

Nel frattempo, per raccontare l’avventura dell’edizione 2016 di Ti Porto la Luna, credo che quanto l’amico Roberto Beltramini del GAV ha scritto sia un ottimo resoconto della fantastica esperienza resa possibile anche dal prezioso aiuto di persone come Roberto stesso e tutto il gruppo GAV.

di Roberto Beltramini

Per la seconda edizione di “Ti porto la Luna” a Viareggio un’altra Roccia Lunare, questa volta della missione Apollo 14.

Evento realizzato con il patrocinio del Comune di Viareggio e in collaborazione con il Museo della Marineria, le Medaglie d’oro lunga navigazione di Viareggio, Octobersky.it, Gruppo Astronomico Viareggio e Girofly.

In questa edizione i relatori sono stati:

Luigi Pizzimenti,
Curatore del Padiglione Spazio presso il Museo del Volo (Volandia) a Malpensa. Presidente dell’Associazione per la Divulgazione Astronomica e Astronautica ADAA. 

Paolo Miniussi, direttore Octobersky.it.
Il nostro Paolo, organizzatore e artefice dell’edizione 2015 a Viareggio, questa volta in veste di relatore per le tappe del tour toscano 2016:
Viareggio e Peccioli (PI).

Ma veniamo al campione di roccia lunare è il n.14310,221(019) del peso di 146,8 grammi ed è un Basalto feldspatico (kreep). Fa parte di una roccia del peso originale di 3439 grammi, di 19x14x11 cm raccolta durante la missione Apollo 14, dall’astronauta Edgar Mitchell. Fu rinvenuta durante la seconda uscita extraveicolare nel sito Station G a 230 metri dal modulo Lunare, nel febbraio 1971.
Ed Mitchell era un amico di Luigi e Paolo che in varie occasioni avevano avuto modo di incontrarlo tenendo una assidua e diretta corrispondenza, parlare della roccia, dell’impresa di Apollo 14 è stato un modo per ricordarlo e celebrarlo dopo la scomparsa avvenuta il 4 febbraio scorso.

Anche quest’anno la sala del Museo della Marineria ha raggiunto la sua capacità limite per afflusso di pubblico, grazie all’interesse per una roccia lunare, più grande ,più vecchia e anche per l’opera di volantinaggio e locandine affisse in Viareggio e nelle svariate facoltà dell’Università di Pisa.

La conferenza scorre piacevolmente tra aneddoti della missione, la vita degli astronauti e il racconto del viaggio a Houston al Johnson Space Center.
In particolare le pratiche e la consegna della Roccia Lunare, campione che è stato concesso dalla NASA a Luigi Pizzimenti, accompagnato per l’occasione da Paolo Miniussi e Paolo D’Angelo.

Gli applausi scandiscono le varie fasi della conferenza.
A fine conferenza è stato proiettato il video da me realizzato in 3D e in anaglifo, con le immagini sulla Missione Apollo 14.

museo-ti-porto-la-luna-2016

A conclusione della proiezione il pubblico incuriosito si è messo in fila per vedere la roccia facendo domande a riguardo e chiedendo autografi ai relatori e con dediche scritte direttamente sul libro di Pizzimenti, “Progetto Apollo – Il sogno più grande dell’uomo” edizione aggiornata 2016.

Sono state realizzate anche le cartoline dell’evento in 4 diversi tipi, con 2 diverse affrancature a tema, Galileo e Gagarin, annullo filatelico postale di cui una in anaglifo (3D) con occhialini red cyan allegati. Tutto questo ha attirato l’interesse degli appassionati filatelici e non.

Infine il pubblico, tra strette di mano e complimenti, si è intrattenuto con i relatori e gli organizzatori prima di andare via.

Agli sponsor va un caloroso e sentito ringraziamento!
Dobbiamo a loro la riuscita dell’evento!
Grazie al contribuito che in modo sostanziale ha permesso
la copertura delle spese affrontate dall’organizzazione!

Da sottolineare la loro sensibilità e consapevolezza di sponsorizzare un evento culturale ma anche un’occasione unica per Viareggio.
Ospitare una roccia lunare!

roccia-lunare2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SPONSOR:

EXSAT

FLASCHCOATS

GELATERIA MIRELLA

CO.EN.CO.

SIAN SRL

CREMERIA EMMA

LOCANDA DELLA MAMMA

 

sponsor-2016




Yuri Gagarin

yuri_gagarin_illustration1

Il volo umano spaziale ha inizio

 

il 12 aprile del 1961 il mondo ha cambiato volto. Ha assunto le sembianze di Yuri Gagarin, sovietico di 27 anni, pilota militare, primo cosmonauta, primo essere umano a bordo della prima “nave spaziale”, la Vostok.
Non è solo una mia opinione, ma è certo che il suo contributo all’esplorazione spaziale è stato fondamentale.
I Russi, già avviati nella conquista dello spazio e nello studio dei viaggi spaziali, della missilistica e dell’astronautica, posero le basi, con il lancio della Vostok di Gagarin, per la corsa alla Luna. Kennedy, spiazzato dall’impresa oltre cortina, chiese ai suoi consulenti scientifici quale impresa avrebbe potuto riscattare gli Stati Uniti. Il resto lo sappiamo, è storia.
Di lì a poco Alan Shepard sarebbe diventato il primo americano nello spazio. Certo avremmo dovuto aspettare il volo di John Glenn per parlare di orbite e “permanenza”, ma i 15 minuti di Shepard bastarono a Kennedy per lanciare gli Stati Uniti (e tutta l’umanità) verso la Luna.

Ed è lì, sulla superficie della Luna, che il ricordo di Yuri Gagarin fu lasciato dai primi due uomini che allunarono nel 1969, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, poco più di un anno dopo che il cosmonauta era morto a seguito di un incedente aereo.

Gagarin: “Vedo la Terra! E ‘così bella! “

 

 




#tiportolaluna – aggiornamento di servizio

Le prenotazioni sono state ripristinate!

Per un banale errore del sottoscritto le prenotazioni per l’evento di Viareggio di TI PORTO LA LUNA erano entrate momentaneamente in modalità “prenotazioni chiuse”.

Le prenotazioni NON SONO CHIUSE, quindi chiunque volesse accreditarsi dovrà semplicemente andare (o ritornare per chi è andato e ha trovato chiuso) alla pagina booking, qui e scorrere fino alla sezione BOOKING, appunto.

Salvo imprevisti, le prenotazioni si chiuderanno il 13 maggio.

 

Chiedo scusa a tutti… purtroppo le cose da organizzare sono tante e certe sviste possono capitare.